Autoefficacia: che cos’è secondo Albert Bandura

L’autoefficacia è un concetto molto particolare promosso alla fine del Novecento da Albert Bandura, che ha teorizzato nel dettaglio questa idea.

Quest’ultima viene in realtà spiegata in modo esaustivo nel libro Autoefficacia: teoria e applicazioni, scritto proprio da Albert Bandura, che indica tutti gli aspetti dell’autoefficacia, della sua applicazione e di perché è così importante per l’uomo.

Albert Bandura è uno psicologo sociale canadese che ha lavorato a lungo durante la sua vita ad elaborare teorie come quella riguardo l’apprendimento sociale o la teoria sociale cognitiva. Di quest’ultima teoria elaborata fa parte anche l’autoefficacia.

Questo concetto riguarda la consapevolezza che un soggetto ha di sé, la fiducia che si può avere nelle proprie potenzialità e in ciò che si può raggiungere in qualsiasi ambito della vita, lavorativo, privato o sportivo.

Autoefficacia

Che cos’è l’autoefficacia: significato

Come già accennato, l’autoefficacia elaborata da Bandura è:

La consapevolezza che un soggetto ha di se stesso riguardo la propria capacità di affrontare con successo un evento o un’attività particolare.

Questo concetto è in realtà un insieme sovrapposto di credenze di autoefficacia, che vanno a formare una gerarchia e permettono agli uomini di credere in sé stessi tanto da pianificare obiettivi e raggiungerli.

Tutte queste credenze e consapevolezze creano molte influenze riguardo lo sviluppo personale e l’apprendimento, non solo nel breve tempo, anche a lungo termine.

L’autoefficacia è un concetto che ha due accezioni differenti:

  • La prima si riferisce all’abilità che il soggetto pensa di avere per effettuare un’azione particolare.
  • la seconda invece riguarda la capacità del soggetto stesso di affrontare, prevenire e controllare difficoltà ed ostacoli che si possono incontrare svolgendo l’azione.

Quindi, è possibile dedurre facilmente che esiste un’autoefficacia generale, che riguarda credenze generiche ed un’autoefficacia invece che è specifica, che riguarda parti di se stessi ben precise.

A cosa serve l’autoefficacia

Detto questo, è importante dire anche che poi ogni credenza e consapevolezza è anche sensibile ai risultati ottenuti con le azioni, fatte proprio seguendo le credenze stesse.

  • Se la performance influenzata dall’autoefficacia ha avuto successo, allora la credenza sarà confermata.
  • In caso contrario, invece, le credenze si modificano e probabilmente non si ripeterà la stessa azione allo stesso modo nel futuro.

L’autoefficacia è un concetto molto simile a quello di autostima, che riguarda sempre la concezione che un soggetto ha di se stesso e delle proprie potenzialità. Infatti, all’aumentare dell’autoefficacia di conseguenza aumenta l’autostima.

Fin qui tutto molto bello ed interessante, ma ti starai ancora chiedendo in concreto a cosa serve lavorare sulla propria autoefficacia.

In realtà sono molteplici i motivi per i quali chiunque dovrebbe migliorare ed incrementare l’autoefficacia, che è un concetto molto importante nella vita di ognuno.

Tanto per cominciare, avere consapevolezza di sé stessi e avere fede nelle proprie capacità aiuta ad affrontare meglio qualsiasi momento della giornata ed ogni ostacolo che si può presentare davanti al percorso.

Essere convinti di riuscire nei propri intenti ed a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati è molto importante e fornisce la motivazione giusta per riuscire poi ad ottenere realmente i risultati sperati.

La perseveranza e la consapevolezza nelle proprie capacità sono delle soft skill fondamentali per i lavoratori di oggi.

Caratteristiche delle persone che credono nelle proprie cpacità

Il concetto di autoefficacia percepita è un ottimo aiuto come problem solving. Credere nelle proprie capacità ed abilità aiuta ad essere motivati e ad affrontare al meglio qualsiasi situazione.

Con un alto tasso di autoefficacia e una consapevolezza forte dei propri valori, si ha anche meno tendenza a procrastinare e aiuta a prevenire e fronteggiare qualsiasi tipo di problema ci si presenti davanti sarà più semplice.

Per portare altri esempi riguardo i motivi per i quali si dovrebbe lavorare sulla propria autoefficacia, vediamo da cosa sono caratterizzate le persone con alta autoefficacia:

  1. Sono entusiaste della vita.
  2. Prendono esempio dagli errori e dall’esperienza diretta passata.
  3. Si assumono sempre le proprie responsabilità, con un locus of control interno anziché esterno.
  4. Prendono i problemi come se fossero sfide da superare.
  5. Persistono nei loro intenti finché non raggiungono gli obiettivi prefissati.
  6. Non indugiano sugli sbagli ma vanno avanti.

Come si sviluppa il senso di autoefficacia

Secondo Bandura l’autoefficacia si basa su delle convinzioni che si sviluppano secondo un percorso ben preciso e specifico. Il primo passo riguarda l’apprendimento da parte dell’individuo delle capacità richieste, che viene effettuato tramite l’osservazione di un modello, che a sua volta più essere mediata o diretta.

La seconda fase, che è anche quella di mezzo, si fonda sulla consolidazione delle strutture conoscitive che si erano sviluppate nel primo step. In questo modo, le credenze e le aspettative personali del soggetto si fissano e diventano azioni ben precise e non più solo concetti astratti.

A questo punto, il soggetto viene messo alla prova incoraggiando questo ad utilizzare le abilità acquisite in questi primi due step del percorso di sviluppo dell’autoefficacia.

Questo ultimo percorso è in realtà parzialmente inserito terza ed ultima fase dello sviluppo del senso di efficacia personale.

Mentre il compito di prova già trattato viene svolto in un contesto protetto, nell’ultima fase la persona è messa alla prova in un contesto totalmente reale, come ad esempio quello lavorativo.

A questo punto il soggetto deve impiegare le capacità teorizzate nella prima fase e consolidate nella seconda nella vita di tutti i giorni.

L’efficacia si costruisce su quattro tipologie diverse di informazione

  1. Le esperienze comportamentali dirette di gestione.
  2. La persuasione verbale e l’influenza sociale.
  3. Le esperienze di modellamento.
  4. Gli stati effettivi.

Le credenze su se stessi dipendono quindi dall’interscambio tra questi quattro stati psicologici. I processi cognitivi comprendono la valutazione delle proprie abilità e capacità, nonché la valutazione dei momenti di successo e di fallimento che hanno caratterizzato la propria vita.

Nei processi affettivi invece le proprie credenze influenzano la gestione delle emozioni positive e soprattutto negative, che talvolta potrebbero demotivarci.

Le convinzioni di autoefficacia possono anche essere misurate, per valutare il senso di autoefficacia. Solitamente la validità delle proprie convinzioni si esamina con la cosiddetta scala di Likert, un semplice test che prevede l’utilizzo di carta e penna.

La convinzione di poter compiere con successo un’azione è stata descritta da Bandura come convinzione di autoefficacia, per cui in molti casi è irrilevante se la persona è in grado di compiere o meno:
  • Spesso non si raggiungono gli obiettivi per una scarsa convinzione di autoefficacia.

16 domande per aumentare il senso di autoefficacia

L’atteggiamento nei confronti delle proprie capacità e possibilità ha una grande influenza sulle proprie emozioni e modi di pensare, su tutte le nostre azioni e anche sul successo personale e professionale. In questo caso il coaching è un metodo molto valido per far ritrovare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

Spesso la persona viene supportata da un coach proprio per ritrovare la fiducia nelle proprie capacità. Non sono pochi quelli che sanno fare bene una determinata cosa ma si perdono nel vortice delle credenze negative e nel pensare di non sapere fare bene una cosa.

Le persone spesso non riconoscono il proprio talento, a volte lo danno per scontato e pensano di non valere abbastanza e di non essere all’altezza per raggiungere un obiettivo e affrontare una determinata situazione.

  1. Rifletti sui tuoi punti di forza
  2. Cosa puoi fare di buono?
  3. Quali successi hai già ottenuto nella vita?
  4. Quando è stata l’ultima volta che hai creduto nelle tue capacità?
  5. Come ti sei sentito e quali emozioni hai provato?
  6. Cosa stai facendo per avere più autoefficacia?
  7. Stabilisci obiettivi in base alle tue capacità?
  8. Cosa stai facendo per migliorare le tue capacità?
  9. Chi ti sta condizionando a non credere nelle tue capacità?
  10. Come reagisci difronte a problemi difficili?
  11. È facile per te restare concentrato nel tuo obiettivo?
  12. Sei fiducioso di poter affrontare in modo efficiente gli eventi imprevisti?
  13. Se sei in difficoltà, riesci a pensare a una soluzione?
  14. Come reagisci di fronte ad un imprevisto?
  15. Chi può aiutarti ad essere autoefficace?
  16. Cosa puoi fare oggi stesso per credere nelle tue capacità?

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