Comfort Zone: che cos’è e come fare per uscire

Quante volte ti è capitato di sentire parlare di Comfort Zone e ritrovarti dentro questa zona senza riuscire a fare un passo oltre il confine che ti blocca e non ti evolvere?

Non esiste una ricetta magica, è un’insime di tante azioni e scelte che permottono ad ogni individuo di andare oltre il proprio limite.

  1. Tutti tendiamo a restare fermi nella comfort zone.
  2. Si cresce solo uscendo dai nostri confini superando i limiti che ci trattengono a iniziare il nostro cammino.

Spesso si è bloccati nella propria zona di comfort per vari motivi, i più frequenti sono:

  1. Paura di fallire.
  2. Paura del giudizio degli altri.
  3. Bassa autostima.
  4. Bassa autoefficacia.
  5. Interferenze interne ed esterne.

Comfort Zone che cos'è e come fare per uscire

Che cos’è la comfort zone

Quello della comfort zone è un concetto utilizzato spesso all’interno del coaching e dello sviluppo personale ma le sue origini non sono recenti.

Il termine infatti venne utilizzato per la prima volta all’inizio del XX secolo in seguito a un esperimento condotto dagli psicologi Dodson e Yerkes.

I due professionisti scoprirono che:

  • Uno stato di comfort regala all’individuo un livello costante di prestazioni.

Lo studio dimostrò che per migliorare le performance era necessario generare un grado minimo di ansia (definita ottimale), un fattore collocato al di fuori della zona cosiddetta confortevole.

Questo teorema, definito come la legge di Yerkes-Dodson, è stato confermato da una serie di esperimenti.

Gli studiosi infatti hanno dimostrato che la motivazione e il relativo sforzo per raggiungere un obiettivo aumentano fino a quando l’incertezza o l’aspettativa di successo arriva al 50%.

Al di sopra di questa soglia iniziamo a provare un livello di ansia tale che ci sentiamo demoralizzati e spaventati.

Cos’è quindi la comfort zone? È quello stato che ti fa sentire al sicuro perché riesci a controllare le coordinate spazio-temporali, sai che lì non c’è posto per nessun imprevisto, non provi ansia, paura.

  • Nella zona di comfort non esiste il rischio ma nemmeno la crescita personale.

Tutto quello che fai è mettere in scena una serie di comportamenti e credenze che fanno parte di un repertorio limitato che ti permette di offrire a te stesso e alla società prestazioni:

  • Costanti.
  • Stabili.
  • Accettabili.

Tu ti senti al sicuro perché ti metti al riparo da sentimenti come l’incertezza e la paura. Se ci pensi è come stare sul tapis roulant:

  • Cammini o magari corri, ma alla fine rimani sempre nello stesso punto.

La comfort zone è quell’area che racchiude il noto, il conosciuto, è quello spazio o ambiente nel quale ti senti a tuo agio e che ti fa sentire al sicuro.

Ti affezioni a modi di fare, tradizioni, abitudini, luoghi ma anche a persone, stando ben attento a evitare qualsiasi elemento che possa introdurre una novità perché è proprio l’insolito, il terreno non battuto a regalarti la sensazione del caos. Ma sei proprio sicuro che il caos sia sempre negativo?

Perché è difficile uscire dalla comfort zone

Da un punto di vista visivo puoi provare a immaginare la zona di comfort come uno schema a cerchi concentrici.

La parte interna è la zona di comfort, quella successiva è la zona dell’ansia ottimale e della non conformità.

Il terzo cerchio è la zona di rischio ma è anche quella che corrisponde alla crescita personale. La quarta infine è quella dell’alert, del pericolo e dello stress negativo.

La crescita personale è un concetto positivo e allettante ma, nel nostro schema, è distante dalla zona di comfort. A collegarle è una superstrada contrassegnata da un nome che mette paura:

  • Rischio.

Uscire dal primo cerchio, quindi dalla comfort zone, è difficile. Hai paura del cambiamento, di trovare confini sconosciuti e ignoti ma hai anche paura di sbagliare e fallire.

Rimanerci ti mette al riparo, ti avvolge la mente in una nebbia che potremmo definire di accettazione e che ti permette di evitare il confronto con tutte le cose che non vanno.

Il lavoro, le amicizie, il rapporto con il partner: rimanere proprio lì ti evita di porre l’accento sul problema e ti illudi che non vedendolo sparirà come per magia.

Uscire dalla comfort zone è difficile perché costa fatica. Vuoi metterti a dieta, fare sport, cambiare vita, raggiungere un qualsiasi obiettivo ma sono idee che rimangono appena accennate, sopraffatte dal ritmo abitudinario della tua zona di comfort.

Lì, nella parte iniziale del cerchio, non ti è richiesto nessuno sforzo particolare, non devi nemmeno sollecitare la tua forza di volontà. Tutto procede per inerzia, sempre uguale, e ti sembra così rassicurante!

Non ti piace abbandonare il conforto perché a volte questo vuol dire ammettere che da solo non ce la fai e hai bisogno di chiedere aiuto al partner, a un amico, a un personal coach. Infine, restare nella comfort zone vuol dire evitare di organizzare, pianificare, pensare e creare. Davvero vuoi continuare a vivere così?

Perché è importante uscire dalla zona di comfort

Quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui hai provato la sensazione di essere vivo, coraggioso, curioso nei confronti dell’ignoto?

Un giorno ti svegli e ti rendi conto che il tuo vocabolario personale è composto solo da parole come:

  1. Forse.
  2. Poi vediamo.
  3. Vorrei.
  4. Magari
  5. Non posso.
  6. Non riesco.

Ti senti demotivato e apatico, con desideri vaghi perennemente rimandati a data da destinarsi. Le idee nuove ti sfiorano appena perché rimani ancorato al tuo mindset di credenze perfettamente strutturate e sicure.

Ti guardi indietro e ti accorgi di aver seguito la stessa routine per mesi o anni, impedisci a te stesso di cogliere nuove opportunità perché hai paura di rischiare ma soprattutto di perdere.

Non impari nulla di nuovo e inizi a pensare che la realtà e le cose che ti circondano siano prive di significato perché nelle tue routine quotidiane non trovi più nulla di stimolante. Tendi a procrastinare, rimandi e rimani fermo, immobile.

La comfort zone è la zona degli automatismi e delle abitudini ma rimanere ancorati a essa vuol dire semplicemente ristagnare. Uscirne è necessario per cambiare: è quel passo verso l’ignoto che prima o poi ti viene richiesto dalle circostanze della vita o semplicemente da te stesso.

Per crescere, evolvere e imparare devi uscire fuori dal primo cerchio, percorrere la strada del rischio, sperimentare l’ansia ottimale ed entrare a pieni voti nella zona dello sviluppo personale.

10 motivi per uscire dalla zona di comfort

  1. Scoprirai un te stesso capace.
  2. Vedrai il mondo con occhi diversi.
  3. Ti stupirai di quante volte hai tirato il freno inutilmente.
  4. Vedrai il fallimento come opportunità di crescita.
  5. Aumentarai la creatività.
  6. Ritrovarai la fiducia in te stesso.
  7. Svilupparai nuove abilità e capacità cognitive.
  8. Superarerai le difficoltà con fiducia.
  9. Sperimentarai il coraggio.
  10. Saprai vivere e gestire le emozioni che ti arrivano addosso.

Ricorda comunque che la comfort zone di per sé non è qualcosa di negativo. Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci a nostro agio nella vita di tutti i giorni. Il segreto è saper uscire e rientrare a tuo piacimento!

21 domande per capire come uscire dalla comfort zone

Vuoi uscire dalla tua zona di comfort ma non sai come fare? Inizia a porti qualche domanda:

  1. Quali sono le mie potenzialità, i miei talenti e i miei desideri?
  2. Come poso usare i punti di forza per superare il confine?
  3. I miei comportamenti sono in linea con le mie aspirazioni?
  4. Cosa mi blocca esattamente?
  5. Cosa mi impedisce di andare avanti?
  6. Di cosa ho bisogno per uscire dalla mia zona di comfort?
  7. Cosa sono disposto a rinunciare?
  8. Cosa devo fare che adesso non sto facendo?
  9. Le mie abitudini sono dettate da influenze esterne (famiglia, società, educazione)?
  10. Cosa provo ogni volta che provo a cambiare?
  11. Cosa mi dico prima di inziare un determinato percorso?
  12. Voglio restare nella zona di comfort?
  13. Come mi sento una volta fuori?
  14. Dove sono e con chi sono una volta superato il confine?
  15. Quali risultati mi aspettano se continuo a non fare il primo passo?
  16. E’ veramente il risultato che voglio ottenere?
  17. Quanto mi costa a restarci?
  18. Quali vantaggi ottengo ad uscire fuori dalla zona di confine?
  19. Cosa mi spinge a voler uscire fuori?
  20. Quanto è importante per me?
  21. Cosa devo fare oggi per fare il primo passo?

Le risposte a queste semplici domande saranno la base di partenza per iniziare a sperimentare l’ebbrezza del rischio e della tua crescita personale.

Agire è l’unica arma che può sconfiggere la paura ma non lanciarti in una mission impossible. Scrivi una lista di piccole sfide che avranno la prerogativa di insegnarti l’arte del movimento graduale ma mirato verso un obiettivo.

Concentrati sui traguardi raggiungibili e superabili. Non spostare l’asticella troppo in alto, ricorda che l’ultimo cerchio del nostro grafico ideale è quello del panico e dello stress negativo, due emozioni che è meglio evitare.

Nel coaching si parla di inner game, ascoltati nel tuo dialogo interiore, concentrati sulle tue parole, sui giudizi e sulle tue credenze limitanti, dialoga con loro senza respingerle, altrimenti ti divoreranno ma prendi le distanze da loro. Sono semplici pensieri e proprio per questo mendaci.

Circondati di amici e colleghi che vivono in un’ampia zona di comfort e che non hanno paura di sperimentare ma soprattutto pratica l’arte della visualizzazione positiva, una tecnica che ti aiuterà ad affrontare le nuove esperienze personali o lavorative con il sorriso e la consapevolezza che il fallimento è un’eventualità ma non una certezza.

Sii curioso, le persone aperte di mente hanno maggiori probabilità di uscire dalla zona di comfort. Guardati intorno, sperimenta l’atipico e l’inusuale ma soprattutto lasciati inebriare dalla passione.

È proprio questo sentimento infatti che può sconfiggere la paura, la timidezza. Ti basta coltivarlo per uscire dalla zona di comfort e iniziare a godere di tutto quello che la vita ti può offrire.

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