Cosa sono le emozioni e quali sono

Negare che le emozioni umane siano una componente fondamentale del nostro essere significherebbe anche negare la nostra più intima natura. Perché in effetti, se ci pensi, sin da quando ti svegli la mattina non fai altro che accumulare esperienze emotive alle quali associ di volta in volta un’emozione negativa o positiva.

Ma il punto focale è proprio questo, volenti o nolenti non si può fare a meno delle proprie emozioni che quotidianamente guidano il nostro agire e ci spingono a comportarci in un determinato modo, a ripudiare alcune cose e ad amarne altre, dipende tutto dalla risposta emotiva che il nostro cervello elabora.

Le reazioni emotive, però, non possono essere considerate come delle entità astratte fuori dal nostro controllo, ed ecco quindi che si fanno largo tematiche fondamentali come il saper esprimere correttamente i propri stati emotivi e la capacità di gestire le emozioni nel migliore dei modi.

Andremo ora a vedere esaustivamente cosa sono le emozioni e perché sono così tanto importanti.

Cosa sono le emozioni e quali sono

Cosa sono le emozioni

Le emozioni hanno la capacità di essere la cosa più semplice da capire ma al contempo anche quella più difficile da esprimere. Nel corso dei secoli l’uomo ha sempre dovuto fare i conti con la sua parte emotiva e spesso le definizioni apportate sembravano non rispecchiare appieno la loro vera natura.

Troverai sicuramente interessante appurare come per la psicologia un’emozione possa essere definita come un particolare stato psicologico di notevole complessità in cui convergono differenti elementi, nello specifico l’esperienza personale e soggettiva, la risposta fisiologica e la sua espressione secondo i parametri comportamentali.

Ovviamente non intendiamo redigere un trattato psicologico, però già solo questa definizione ti mette di fronte a un enorme problema che ha da sempre coinvolto gli studiosi di tutto il mondo:

  • Come si può definire correttamente qualcosa di così estremamente soggettivo come uno stato emotivo?

Le emozioni inoltre possono avere una durata variabile e generare risposte diverse in base al soggetto senziente, sarà capitato anche a te di provare dei sentimenti di rabbia temporanea o di attrazione prolungata verso una persona, una situazione o un aspetto della tua vita.

Oggigiorno, tra l’altro, si tende a differenziare tra emozioni e stati emotivi. Se le prime sono per lo più definite come una risposta puramente soggettiva causata da un fattore ben preciso e solitamente caratterizzate da una grande intensità, i secondi, invece, sono considerati come situazioni soggettive dalla bassa risposta emotiva a causa della loro natura passeggera.

Se si sperimenta come emozione la paura del giudizio degli altri non si riuscirà ad esprimersi pienamente e questa emozione può avere effetto anche nell’autostima che è il giudizio di valore che l’individuo da a sé stesso.

Qualunque sia la loro vera natura, però, le emozioni sono qualcosa che fanno parte di noi:

  • Ci definiscono.
  • Guidano i nostri umori e le nostre azioni.
  • Causano risposte emotive precise.
  • Contribuiscono alla specificità di ciascuno.

Differenza tra emozioni primarie e secondarie

Hai mai sentito parlare di emozioni primarie e secondarie?

Si può affermare come le emozioni primarie siano quelle comuni a tutti gli uomini e come tali possono essere considerate universali e totalmente avulse da ogni contesto sociale, politico, culturale o personale.

Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che, sviluppandosi direttamente dalle prime, contribuiscono a determinare la specificità di ciascun uomo in base all’ambiente e alle situazioni che si ritrova a vivere in prima persona e per lo più riguardano il concetto di autoconsapevolezza.

Nonostante la chiara differenze esistente tra le due categorie, nel corso degli anni si sono succeduti diversi studi prettamente mirati a determinare cosa facesse sì che un’emozione potesse considerarsi effettivamente primaria o secondaria.

E la conclusione alla quale si è giunti si è rivelata decisamente interessante, soprattutto alla luce di ciò che comporta.

Praticamente si è stabilito come le emozioni primarie sono tali perché non necessitano di autoconsapevolezza a differenza di quelle secondarie.

Secondo diversi psicologi a fare la differenza è soprattutto l’autocoscienza di sé che, sebbene sia qualcosa di sperimentabile da tutti, può assumere forme diverse in base al contesto in cui il soggetto è cresciuto.

Elenco emozioni: quali e quante sono

Secondo lo psicologo americano Paul Ekman, ci sono un totale di 7 emozioni di base che sono rappresentate in tutte le culture del mondo e sono espresse quasi allo stesso modo ovunque.

Indipendentemente da dove le persone sono nate e da dove e come sono state educate, le persone possono riconoscere istintivamente queste emozioni di base nelle loro controparti a livello internazionale e di solito assegnarle correttamente.

Emozioni primarie

  1. Gioia.
  2. Tristezza.
  3. Sorpresa.
  4. rabbia.
  5. Paura.
  6. Disgusto.
  7. Disprezzo.

Emozioni secondarie

Ecco una lista di alcune emozioni secondarie:

  1. Divertimento.
  2. Disprezzo.
  3. Contentezza.
  4. Invidia.
  5. Imbarazzo.
  6. Eccitazione.
  7. Senso di colpa.
  8. Orgoglio.
  9. Sollievo.
  10. Soddisfazione.
  11. Piacere sensoriale.
  12. Vergogna.

Significato delle 7 emozioni primarie

Gioia

E’ lo stato d’animo che fa sentire profondamente in armonia con tutto ciò che ci circonda. È quella intima soddisfazione che permea ogni cellula del corpo inducendo una sensazione di beatitudine e gratificazione per quello che abbiamo e per ciò che siamo.

Tristezza

Emozione negativa che fa seguito ad una perdita, un dolore, una situazione spiacevole. Può presentarsi come una nebbia cupa che cala sulla nostra psiche, oscurandola, oppure come una forza che irrompe nella vita di tutti i giorni a causa di un evento improvviso. La tristezza ha tante sfaccettature e gradazioni sempre diverse.

Sorpresa

E’ l’emozione legata allo stupore, alla meraviglia. È quello che i bambini sono soliti provare dinanzi alle cose nuove, alle scoperte che fanno durante il periodo dell’infanzia.

Per noi adulti la sorpresa è per lo più associata allo shock, inteso come reazione ad una situazione del tutto imprevista. La maggior parte di noi ha perso la capacità di stupirsi, perché ormai guardiamo le cose del mondo con gli occhi di chi ha già visto tutto.

Tornare a sorprenderci può essere la chiave per vivere in modo più pieno e soddisfacente.

Paura

All’inizio può essere spesso un pò difficile non confondere le microespressioni di paura con quelle di sorpresa. Soprattutto se non conosci abbastanza bene il contesto. Questo può dare molte informazioni qui.

Tuttavia, anche senza conoscere la situazione e il contesto, ci sono piccole differenze nelle espressioni facciali che sono evidenti all’occhio allenato. Dietro questa sensazione di base ci sono paura, panico, ansia e tensione.

Rabbia

Ognuno di noi ha un istinto di sopravvivenza che ci allerta quando siamo in prossimità di un pericolo o di una situazione rischiosa.

La paura nasce proprio da tale istinto, è un’emozione primaria che ci accomuna agli animali e che è provocata dalla volontà di difendersi da una situazione di pericolo vero o soltanto presunto.

Quando la paura diventa ingestibile e paralizza ogni azione si chiama panico. Insieme alla fobia e al terrore fa parte dei gradi più avanzati della paura, che solitamente hanno bisogno di essere affrontati con l’aiuto di uno specialista.

Disgusto

Come altre tipologie di emozione, anche il disgusto ha subito un’evoluzione nel corso del tempo e nella storia dell’uomo. Nello specifico, si tratta di un’emozione il cui scopo originario e primario è quello di prevenire malattie ed eventuali contaminazioni.

Così lo hanno descritto alcuni studiosi e ricercatori, tra cui lo stesso Darwin. Attraverso la reazione del disgusto noi uomini evitiamo l’assunzione di sostanze potenzialmente nocive nel nostro organismo.

Il disgusto è un’emozione di difesa che, se portata all’esasperazione, potrebbe compromettere la sanità mentale, dando luogo a disturbi di tipo compulsivo. Ci sono persone che, per vari motivi, più di altre, manifestano una propensione al disgusto, nelle sue varie forme e tipologie.

Disprezzo

Tutto è sopportabile, tranne il disprezzo, diceva Voltaire. Il disprezzo è un’emozione negativa e, in quanto tale, danneggia sia le persone a cui è rivolto, sia gli individui che lo provano.

Si tratta di un sentimento in grado di spezzare i legami ed i vincoli interpersonali, ed è esattamente il contrario dell’empatia. Nasce dal presupposto (errato) che gli altri sono inferiori a noi.

Basandosi sulla valutazione negativa di un individuo, il disprezzo attiva la zona del cervello da cui nasce l’ostilità. Disprezzo e rabbia sono simili e spesso hanno una radice comune: la colpa.

Rispetto ad altre tipologie di emozione, il disprezzo può essere considerato un’emozione “morale”, provocato da comportamenti altrui ritenuti non giusti o legali.

Come gestire le emozioni

Le emozioni sono in grado di rendere la vita unica e stupefacente, ma in quanto essere umano dotato anche di razionalità è bene che tu impari come gestirle al meglio.

Se fossimo schiavi delle nostre emozioni e dei nostri istinti in fondo non saremmo poi così diversi dagli animali, senza contare poi il fatto che abbandonarsi totalmente alle emozioni senza attuare un minimo di filtro logico potrebbe causare conseguenze di sicuro non auspicabili.

Bisogna imparare a gestire le emozioni, allenare il mindset per migliorare l’atteggiamento il che è qualcosa di molto diverso dal reprimerle. Sono due concetti totalmente differenti, anche volendo l’uomo non è in grado di reprimere del tutto le emozioni e persino se ne fosse capace il risultato sarebbe solo quello di privarsi di attimi e momenti potenzialmente indimenticabili.

Non è necessario nascondere le emozioni sotto il tappeto della razionalità, ma è sufficiente prenderne il controllo facendo in modo che ogni stato emotivo sia volto al tuo miglioramento personale e in definitiva alla tua felicità.

Individuare la natura di un’emozione significa soprattutto avere una chiara e profonda consapevolezza di ciò che si sta provando e di ciò che si è.

Fortunatamente ci si può allenare a coltivare la propria intelligenza emotiva, facendo pratica ogni giorno, lasciando che tutte le emozioni che provi siano effettivamente una parte di te ma non riescano mai a governarti del tutto.

  • E’ fondamentale prima identificare con chiarezza la natura dell’emozione.
  • Gestirla così da renderla un’alleata preziosa su cui contare.
  • Infine un’esigenza d’imprescindibile importanza, l’accettazione.

Rabbia, odio, rimpianto, paura, tristezza, sono solo alcuni degli stati negativi che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita. Il segreto è accettare tutte le tue emozione e non ripudiarne nessuna, per quanto possano sembrare sgradevoli.

L’accettazione farà in modo di farti sviluppare una nuova consapevolezza interiore con cui riuscirai a migliorare il tuo controllo emotivo e ti sarà sicuramente più facile individuare le ragioni che ti rendono felice.

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