Ecommerce, boom per le imprese italiane

Il lockdown per la pandemia ha portato ad un vero e proprio boom dello shopping online. Dai dati Istat, ad aprile l’e-commerce è cresciuto del 27,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. A fronte del crollo delle vendite al dettaglio, diminuite del 37,1% nei piccoli esercizi e del 16,4% nella grande distribuzione.

Con i negozi forzatamente chiusi, sono esplosi in particolare le vendite sul web di spesa online come vino e birra (+245%), dei prodotti per animali (+154%), alimentari (+130%), prodotti per la casa (+123%) e per la cura della persona (+93%). Secondo le rilevazioni di Netcomm, il consorzio del commercio digitale italiano, durante l’emergenza coronavirus sono stati registrati due milioni di nuovi consumatori online.

Complessivamente sono 29 milioni, metà della popolazione, gli italiani che hanno familiarità con lo shopping online. La pandemia ha inoltre provocato il boom del click&collect (+349%), la possibilità di acquistare online e ritirare il prodotto in negozio.

Aziende, negozi e artigiani, anche i più scettici, si sono rivolti in massa all’e-commerce durante l’emergenza sanitaria. Una necessità, certo, per continuare a vendere nonostante le saracinesche abbassate. Ma anche una opportunità, per intercettare al meglio i mutati comportamenti di acquisto dei consumatori.

“Volenti o nolenti il coronavirus ha segnato una rivoluzione nelle abitudini di acquisto degli italiani”, ha affermato al Corriere del Veneto Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “E i cambiamenti diventeranno strutturali. Non si tornerà certo indietro”.

“Anzi, il commercio digitale assumerà sempre più importanza: molti – spiega – preferiranno continuare ad acquistare online piuttosto che impiegare lungo tempo in fila o rimanere in luoghi chiusi in presenza di numerose persone”.

Il Covid-19 ha spinto molte aziende, anche piccole, a rompere gli indugi e avviare servizi di e-commerce. Anche perché realizzarli è sempre più facile, grazie a una miriade di aziende specializzate che offrono formazione, assistenza, servizi e piattaforme già pronte.

Ottenendo riscontri sorprendenti. Come il caso di Comferut, azienda del veronese specializzata nella vendita di ferramenta per il settore del mobile. “Siamo partiti a marzo, in piena emergenza, realizzando un catalogo digitale con la bellezza di 15 mila codici prodotto”, ha spiegato al Corriere l’ad Paolo Piubelli.

“I nostri clienti, che sono le grandi catene di bricolage e i maggiori negozi di utensileria, sembrava non aspettassero altro. Non solo: abbiamo notato che nove volte su dieci ordinano di più o aggiungono nuove referenze rispetto al solito”. “Ho qui il catalogo cartaceo: 950 pagine. Sarà l’ultimo”, ha aggiunto.

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