E-commerce, le nuove regole dell’Unione Europea

Scattano le nuove regole introdotte dall’Unione Europea per contrastare lo strapotere delle grandi piattaforme di e-commerce. L’obiettivo è quello di ridurre le asimmetrie tra i giganti del web e le tante, piccole aziende europee che si affacciano sui mercati digitali. Le nuove regole puntano a rendere più trasparenti e bilanciati alcuni meccanismi e rapporti tra piattaforme, intermediari e venditori.

E-commerce come Amazon ed eBay, ma non solo. Le novità riguardano anche motori di ricerca e social network, come Google e Facebook, agenzie di viaggio (Booking) e intermediari di vari settori come Aribnb e Deliveroo.

Il regolamento UE

Le nuove regole, il regolamento 1150 del 2019, è entrato ufficialmente in vigore dal 12 luglio scorso, ma il processo di adattamento delle imprese è ancora in corso. Anche perché manca ancora un importante tassello del sistema.

A causa dell’emergenza coronavirus infatti la Commissione Europea non ha ancora pubblicato le linee guida per rendere più trasparenti i meccanismi di indicizzazione e ranking. Che sono alla base del successo o meno di tanti prodotti e aziende.

Secondo uno studio della Commissione europea spesso l’utente clicca sui primi risultati che appaiono dopo aver fatto una ricerca, anche se non corrispondono in pieno a quanto cercato, generando distorsioni di mercato.

Le novità per le piattaforme

Le linee guida, previste per l’autunno, saranno generiche, dato che gli algoritmi sono di proprietà delle aziende. Le piattaforme saranno tenute a dichiarare quanto incide la pubblicità nelle classifiche, oltre ad indicare chiaramente quali sono i prodotti sponsorizzati e quali no.

Il nuovo regolamento spinge anche sulla condivisione dei dati raccolti dalle piattaforme, che diventa parte integrante dei servizi offerti a produttori e venditori.

Le nuove regole puntano inoltre a rendere più semplici, trasparenti e comprensibili i contratti e i termini del servizio. Andando a bilanciare meglio i rapporti tra piattaforme, intermediari e venditori. Inoltre impone di offrire un servizio per risolvere controversie e reclami prima di finire in tribunale.

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