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Gioielleria: per la ripresa post lockdown si punta all’ecommerce

La pandemia e le misure restrittive per contenere i contagi hanno prodotto pesanti conseguenze sull’economia di molti Paesi. Il lockdown ha inoltre inciso sugli stili di vita e le abitudini delle persone, portando a notevoli cambiamenti nel comportamento dei consumatori.

Il comparto della gioielleria non fa eccezione. Come ha spiegato al Sole 24 Ore Gaetano Cavalieri, presidente del Cibjo, l’associazione mondiale della gioielleria. “Da molti anni passo più tempo in volo che a terra”, ha raccontato.

“Il lockdown – ha spiegato – ci ha costretto a riconsiderare la nostra relazione con la tecnologia e ha avvicinato molte persone all’e-commerce”.

Cavalieri ha portato ad esempio quanto fatto da Chow Tai Fook, la più grande catena cinese di gioiellerie. Con i negozi chiusi, ha lanciato delle speciali vendite online, “arrivando a vendere 10mila pezzi in dieci secondi. Le persone erano restie ad acquistare gioielli online. Non è più così”.

Inoltre, ha spiegato  Cavalieri, i gioielli hanno un vantaggio rispetto agli altri beni personali. Hanno un valore intrinseco, come ogni prodotto della creatività umana, e una loro immortalità, perché vengono dalla natura.

Il Cibjo, aggiunge, è impegnato nella sostenibilità sociale e ambientale della filiera, a partire dalla fase a monte, le attività di estrazione di metalli e pietre. Un ulteriore impulso in ciò è arrivato dalla pandemia.

“Penso che il lockdown – ha detto Cavalieri – abbia accelerato la consapevolezza di ogni individuo, azienda, organizzazione sulle rispettive responsabilità”.

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