Francesco Margherita e la SEO come scienza sociale

Chi si occupa di SEO non può non conoscere libri come Manuale di Seo Gardening e neppure non aver mai sentito parlare del gruppo Facebook Fatti di Seo. Questi successi portano la firma di Francesco Margherita: sociologo, musicista, scrittore, consulente e formatore SEO; il suo blog è seogarden.net e qui ci ha raccontato la sua storia.

Francesco Margherita e la SEO come scienza sociale

Partiamo dal principio: ti occupi di SEO dal 2007, come hai conosciuto questo mondo e quando hai capito che sarebbe diventato la tua professione?

Appena finita l’università non avevo idea di cosa fare del resto della mia vita e un amico amante della pizza e del sushi mi propose di aprire una web agency. Salii su quel treno e iniziai un percorso lunghissimo e molto sacrificato, soprattutto nei primi anni, ma col passare del tempo vedevo che le cose via via prendevano senso.

Nei primi anni facevo tutto quello che poteva servire per prendere clienti e per forza di cose ero scarso, ma in ogni caso costavo pochissimo, quindi nessuno si sarebbe potuto lamentare.

È stato un periodo di formazione sugli errori e mentre mi sbattevo per capire come produrre valore per clienti che ci pagavano cento euro al mese, si faceva strada l’interesse esclusivo per la SEO, un mondo davvero incredibile, perché è l’unico che conosco in cui spesso due più due non fa quattro (ma per niente proprio).

Dico sempre che la SEO è una scienza sociale, perché proprio come per le istituzioni sociali, non sai mai veramente come cambieranno le cose, data la enorme quantità di variabili coinvolte nei processi trasformativi. Amare la SEO significa abbracciare la complessità. Arrendersi, in un certo senso.

Non possiamo non citare Manuale di Seo Gardening, come hai deciso di scrivere questo libro e cosa significa per te?

Ho già detto più volte che devo tutto a Enrico Flaccovio, che nel 2014 mi tenne due ore al telefono per convincermi a scriverlo. Non so cosa avesse visto in me, ma fu la sua determinazione a farmi capire che il mio solo blog non sarebbe bastato a raggiungere tutte le persone che si occupano di SEO.

Oggi il Manuale di SEO Gardening è il libro SEO più diffuso in Italia, presente in tutte le agenzie di comunicazione e in tutte le case dei “seofiti” come amo chiamarli. Al momento è da poco uscita la terza edizione e ancora non mi sembra vero che quella telefonata abbia potuto incidere così tanto sulla mia vita… e dalle cose che mi scrivono direi non solo sulla mia.

Su Facebook hai fondato Fatti di Seo, gruppo di successo per “addetti ai lavori” che oggi conta oltre 32.000 membri: da quale idea nasce e cosa rappresenta per te?

Il gruppo nacque senza un piano preciso alle spalle. Semplicemente fino al 2013 seguivo un altro gruppo in cui però gli articoli che condividevo a scopo divulgativo venivano cancellati dalla moderatrice. Non ritenendo che quello fosse un buon modo per gestire un gruppo, decisi di lanciarne uno mio, appunto i Fatti di SEO.

I colleghi esperti mi dissero che avrei dovuto farlo su “Google Plus” e per fortuna non gli diedi ascolto. Ora, sarà stato il nome, oppure il fatto che all’epoca le mie teorie sulla SEO Semantica erano già molto discusse, ma il gruppo cominciò a popolarsi e crescere velocemente senza che ci investissi un solo euro in pubblicità.

Oggi Fatti di SEO è la principale piazza di confronto sui temi della SEO in Italia (in effetti siamo il primo gruppo sul tema in Europa). Contribuiamo alla divulgazione, al supporto e alla discussione su quel che succede in casa Google e allo stesso tempo diamo visibilità a tutti i SEO che se la meritano.

Una curiosità: sul tuo blog hai creato la tua lista dei migliori Seo italiani.. decisione apparentemente controproducente, perché questa scelta?

L’ho chiamata “strategia SEO del suicidio professionale” e agisce sulla percezione dei clienti. L’euristica può essere descritta così: “se questo consulente ha il coraggio di usare il proprio sito web per fare direttamente pubblicità ad altri consulenti, significa che ha le spalle davvero larghe. Di questa persona ci si può fidare”.

Funziona? Non è questa la domanda giusta. La domanda giusta è: ce l’hai il coraggio di fare la prova? 🙂

Le tue caratteristiche personali che ti contraddistinguono meglio anche come professionista?

Sono una persona solare in pubblico, ma al di là della facciata sono mite e piuttosto ansioso. Mi faccio sempre mille domande su tutto e ciò mi porta a vivere male con me stesso. E mi preoccupo. Mi farei passare sopra da un carro armato piuttosto che lasciare un cliente insoddisfatto dal mio lavoro.

Sono probabilmente una bella persona per tanti altri, ma non per me stesso. Per fortuna la mia Claudia mi sopporta, altrimenti sarei davvero solo.

Un ricordo particolarmente significativo e che ami legato alla tua carriera?

Le tappe del percorso, quei 5 o 6 momenti che lì per lì non te ne rendi conto, ma che col senno di poi cambiano davvero la tua vita e quella di chi hai intorno.

Di un paio ne ho scritto in questa intervista, come la telefonata con Enrico Flaccovio o la decisione folle di aprire una società senza saper fare niente o un gruppo Facebook senza capire nulla di strategie social. Ce ne sarebbero diverse altre, ma qui mi piace ricordare queste.

Progetti per il futuro?

Non ho progetti, ma mi piacerebbe riprendere a partecipare agli eventi come facevo prima della pandemia. Mi manca moltissimo il contatto con le persone. È davvero tanta roba per me.

Un buon consiglio per chi vorrebbe cimentarsi nel tuo lavoro?

Per chi “vorrebbe” non ho consigli. Per chi “vuole” ho una piccola storia da raccontare: era il 2000 e non avevo un soldo in tasca, nessuna prospettiva, niente di niente.

Giravo l’Italia in furgone suonando con una tra le millemila band emergenti che nessuno si sarebbe mai filato. Suonavo la batteria e all’epoca avevo piatti di pessima qualità. Una volta mi lamentai col trombettista di questa cosa, dicendogli che era penalizzante suonare con strumenti scadenti.

Lui mi sorrise, poi stette un momento in silenzio, poi mi disse una frase che non ho dimenticato. Una frase tanto semplice quanto disarmante, perché capace di smascherarti e far cadere tutte le scuse: “se vuoi suonare suona”. Tutto qui.

Quella frase mi distrusse dentro e cambiò completamente il mio approccio alle cose della vita. E allora il mio consiglio per chi vuole fare SEO è lo stesso: se vuoi suonare, suona.

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